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149301
IDG820900313
82.09.00313 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Severini Giuseppe
Tentativo di frode in commercio ed esposizione alla vendita
nota a Pret. S. Giovanni Valdarno 5 giugno 1980
Giur. merito, an. 14 (1982), fasc. 1, pt. 2, pag. 147-151
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D51611; D5011; D306003
Il contrasto dottrinario e giurisprudenziale sulla configurabilita' del tentativo del delitto di cui all' art. 515 c.p. nel fatto della semplice esposizione alla vendita di cosa di qualita' inferiore a quella dichiarata data ormai molti anni, ed il mancato intervento legislativo provoca la persistenza di una incertezza destinata ad acuirsi con il progressivo estendersi delle formule proprie del commercio minuto e standardizzato (grandi magazzini, distributori automatici di carburante, ecc.). L' A. critica la c.d. teoria della "contrattazione", secondo cui per aversi tentativo di frode in commercio e' necessaria una previa negoziazione tra le parti: tale teoria infatti omette di considerare che, proprio nei casi di commercio minuto e standardizzato, il meccanismo contrattuale si sviluppa secondo gli schemi civilistici di una offerta al pubblico (art. 1336 c.c.) seguita da un contratto per adesione, che nel caso del distributore automatico avviene addirittura per fatti concludenti: non vi e' quindi e non vi puo' essere negoziazione tra le parti, mentre al tempo stesso la condotta del venditore e' esaurita. Pertanto le conclusioni della teoria della contrattazione sono paradossali, perche' solo la condotta dell' acquirente (soggetto passivo) distinguerebbe il delitto perfetto dall' indifferente penale. In realta', secondo l' A., bisogna invece individuare il tentativo di frode in commercio nella predisposizione di mendaci condizioni di offerta da parte del venditore, anche se - come nei casi in questione - non vi e' stata negoziazione: soluzione che e' conforme alla lettera dell' art. 515 c.p., dove si equipara la merce "pattuita" a quella "dichiarata".
art. 56 c.p. art. 515 c.p. art. 516 c.p. art. 1336 c.c.
Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze



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