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149309
IDG820900337
82.09.00337 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Camerieri Fausto
Tutela collettiva dell' ambiente e strategia istituzionale di intervento a protezione dei valori ambientali
Giur. merito, an. 14 (1982), fasc. 3, pt. 4, pag. 760-772
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D1825; D18801; D539; D60321; D0411
L' A. affronta nel suo saggio la problematica della tutela civile dell' ambiente optando per la seconda delle due alternative praticabili (tutela individuale o collettiva) ritenuta la piu' corretta dal punto di vista metodologico sia per il carattere strutturale del bene sia per gli interessi molteplici, tutti meritevoli di protezione giuridica, con esso confliggenti. Da una siffatta impostazione discendono due conseguenze: 1) la definizione dell' ambiente come interesse diffuso, interesse non individuale ne' pubblico ma riferibile ad una pluralita' di soggetti, piu' o meno organizzati in un gruppo, tutti egualmente interessati alla sua soddisfazione; 2) l' inquadramento della tutela civile dell' ambiente nell' ambito della tematica degli interessi diffusi. Gli ostacoli, essenzialmente legati ad un ordinamento giuridico storicamente conformato sul modello della tutela individualistica degli interessi, che si frappongono alla tutelabilita' nel processo civile (e amministrativo) di interessi superindividuali sono in parte superabili, secondo l' A., attraverso una riconsiderazione delle categorie concettuali del diritto civile (bene giuridico, situazione soggettiva, legittimazione, interesse) che consenta di adeguare alle nuove esigenze i classici strumenti processuali di tutela. Considerata ormai irreversibile la crisi del formale criterio di selezione degli interessi e della tradizionale graduatoria di valori rispecchiante i contenuti dei diritti soggettivi assoluti, si ritiene che il conflitto tra diverse categorie di interessi contrapposti possa essere risolto giudizialmente mediante una valutazione comparativa che tenga conto della diversa graduatoria desumibile (in via mediata) dai principi costituzionali. Presupposti dell' attivita' interpretativa del giudice sono le indagini dirette alla individuazione del bene giuridico e alla elaborazione dei criteri di collegamento tra il bene e i soggetti (collettivi) che ne chiedono la tutela. Punto di partenza della prima indagine e' l' art. 32 comma 1 Cost., che riconosce la salute meritevole di tutela anche come interesse collettivo. Dallo stretto legame esistente tra salute e ambiente e' poi possibile ricostruire un nuovo concetto del bene (oggetto dell' interesse collettivo alla salute) inteso come l' insieme delle condizioni complessive di salubrita' proprie di un determinato ambiente la cui lesione attribuisce al titolare il potere di ottenere la cessazione del comportamento nocivo. Quanto alla individuazione dei soggetti legittimati a far valere in giudizio la lesione, sara' compito del giudice riconoscere la legittimazione ad agire sulla base della rappresentativita', serieta' e consistenza del gruppo e dei criteri oggettivi (anche normativi) che lo collega all' interesse diffuso. Ma, a risolvere il problema della tutela dell' ambiente (e piu' in generale degli interessi diffusi), non e' sufficiente l' intervento giudiziale il quale, al contrario, va inserito in una strategia globale di tutela in cui venga integrato il momento partecipativo con quello istituzionale-autoritativo. Un sistema legislativo-amministrativo fondato sulla programmazione degli usi delle risorse e sulla pianificazione degli interventi sul territorio, da una parte, la partecipazione della collettivita' alle scelte riguardanti il proprio sviluppo e la definitiva tutela giurisdizionale degli interessi diffusi, dall' altra, sono gli estremi di un problema ormai maturo per la sua soluzione.
art. 32 comma 1 Cost.
Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze



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