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Documento


149342
IDG820900425
82.09.00425 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Diana Vito
Il realismo di un' utopia
M. Cherif Bassiouni, "A draft international criminal code", Netherlands, Sijthoff and Noordhoff, 1980, pp. 250
Rass. giust. mil., an. 8 (1982), fasc. 1-2, pag. 113-128
D5; D867
Costringere le relazioni tra gli Stati e tra i popoli della terra sotto il segno del diritto; fondare anche a livello internazionale le condizioni per una pace, non di tipo imperiale ma rispettosa dell' uguale liberta' di tutti: questi i termini di un sogno che da secoli non cessa di affascinare gli animi e le intelligenze di tanti uomini, poeti, filosofi, sociologi, come uomini di Stato, ed anche giuristi. Tra quest' ultimi non sono mancati pure i penalisti con le loro specifiche proposte per la istituzione di strutture e meccanismi capaci di superare - o almeno ritenuti tali - gli ostacoli delle sovranita' statuali assolute e dei limiti territoriali del diritto penale, e quindi veramente efficaci nella lotta alla criminalita' internazionale che e' criminalita' di singoli individui, piu' spesso di gruppi organizzati transnazionali, ed anche - non di rado - criminalita' di Stati. A questo fascinoso sogno, spesso irriso da tanti facili "realisti", sinora irrealizzato ma che sempre ritorna, appartiene il "Codice penale internazionale" di Bassiouni. L' A. analizza tale vasta opera formulando alcune valutazioni d' insieme su ciascuna delle tre parti fondamentali in cui si suddivide (parte speciale, misure di cooperazione - esecuzione interstatuali, parte generale).
Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze



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