| Destinato a far parte degli "Studi in onore di Rosario Nicolo'", lo
scritto analizza i principali riverberi che le innovazioni introdotte
dalla l. 19 maggio 1975, n. 151 in materia di rapporti tra coniugi
hanno provocato nel settore penale, con piu' specifico riferimento al
contesto dei due codici Rocco. Si esaminano, anzitutto, in quanto
piu' incisive, le conseguenze derivanti dall' abolizione della
potesta' maritale, cominciando dal venire meno delle due pene
accessorie consistenti nella perdita o nella sospensione dell'
autorita' maritale, per proseguire con la definitiva chiarificazione
dei termini della fattispecie di cui all' art. 571 c.p. (abuso dei
mezzi di correzione e disciplina), sicuramente non piu' configurabile
nei confronti del marito in luogo di norme incriminatrici piu' gravi,
e per terminare con la puntualizzazione dei riflessi riguardanti il
problema della titolarita' del jus prohibendi in ordine alla
violazione di domicilio (coniugale). L' attenzione si sposta,
successivamente, sulla revisione subita dalla tematica dei vizi del
matrimonio, per coglierne i riflessi sul reato di bigamia e, piu'
esattamente, sulla sua estinzione in caso di dichiarazione di
nullita' del matrimonio precedente o di annullamento del secondo
matrimonio. Infine, vengono prese in considerazione le innovazioni in
tema di separazione legale, al fine di coglierne le incidenze, da un
lato, sul reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare
e, dall' altro, sulla non punibilita' o, viceversa, sulla
procedibilita' a querela dei delitti contro il patrimonio
rispettivamente commessi a danno del coniuge non legalmente separato
o del coniuge legalmente separato. Le ipotesi, e le soluzioni, sono
svariate, specie in rapporto alla nuova figura della separazione
addebitabile ad un coniuge.
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