| L' indagine condotta dall' A. riguarda la problematica dei rapporti
tra l' aberratio ictus e la legittima difesa e, in particolare,
prende in esame i due casi fondamentali in cui l' aggredito, per
aberratio, colpisce persona diversa dall' aggressore ovvero, oltre a
quest' ultima, colpisce anche l' aggressore stesso. Tema della
ricerca, oltre a questi casi, sono anche quelle altre fattispecie
aberranti che si possono configurare in seguito alla presenza reale o
supposta della scriminante che presentano maggiori problemi di
interpretazione. L' A. svolge, pertanto, una ampia panoramica delle
molteplici situazioni di legittima difesa reale e putativa in
fattispecie di aberratio ictus: precisato che la disciplina sancita
dall' art. 82 comma 1 c.p. deve essere considerata perfettamente
conforme ai principi generali dell' ordinamento sotto il profilo
soggettivo e, altresi', che la situazione descritta dal capoverso
dell' art. 82 c.p. e' un fatto criminoso unitario, dato che l' offesa
a persona diversa viene attribuita a titolo di responsabilita'
oggettiva, perviene alla considerazione della inapplicabilita' delle
disposizioni sul reato aberrante a tutti questi casi in esame. Ne
deriva, quindi, che per la risoluzione dei problemi che queste
particolari fattispecie sollevano, l' A. prescinde completamente
dallo schema offerto dall' art. 82 c.p., avendo rilevato, nello
svolgimento della sua indagine, che l' unica via coerente e rigorosa
per rispondere ai vari quesiti che le diverse ipotesi hanno posto sia
quella di inquadrare tali molteplici situazioni unicamente nell'
ambito dei principi generali.
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