| Sia la "cifra nera", argomento di tradizionale pertinenza
criminologica, sia la funzione generalpreventiva della pena, studiata
in ambito penalistico, occupano oggi una posizione decisamente di
primo piano nell' interesse degli studiosi delle rispettive materie.
L' analisi dei rapporti tra due temi di cosi' viva attualita' deve
comunque prendere atto di uno stato della ricerca ancora incompleto e
caratterizzato da una dimensione problematica. Un primo profilo di
collegamento puo' essere individuato nel fatto che la "cifra nera",
incidendo sull' attendibilita' delle statistiche, finisce per rendere
malcerto qualsiasi discorso sull' efficacia generalpreventiva di date
scelte di politica criminale, che a quelle statistiche devono
necessariamente fare riferimento. Questo problema e' stato pero'
ridimensionato dalla recente dottrina tedesca attraverso la
valorizzazione delle componenti positive, "moralizzanti", della pena,
non bisognose di verifica empirica. Un altro profilo concerne la
questione se la "cifra nera" sia o meno un ostacolo affinche' la pena
possa svolgere efficacemente la sua azione di trattenere dalla
commissione di futuri reati. La contrapposizione esistente in
dottrina tra chi vede nella "cifra nera" un fattore criminogeno e
chi, invece, vi ravvisa addirittura un elemento salutare per il
sistema penale, sembra discendere piu' che altro dalla eccessiva
genericita' delle asserzioni sul punto e da un difetto nel loro
approfondimento empirico. Sul rilievo che il fattore maggiormente
influente sulla scoperta dei reati e, dunque, sulla contrazione della
"cifra nera" e' la disponibilita' della popolazione alle denunce, l'
A. propone di indirizzare la ricerca in un prossimo futuro verso l'
esame dettagliato dei "motivi" di tale maggiore o minore
disponibilita'. Tra essi particolare importanza riveste il giudizio
circa la meritevolezza di pena di certi reati; giudizio che puo'
essere ipoteticamente considerato affine a quella percezione della
legittimita' della sanzione, che e' ritenuta funzione della sua
efficacia generalpreventiva. Una conclusione che puo' essere tratta
per l' immediato dalle imponenti dimensioni della "cifra nera"
concerne l' esigenza di "umanizzare" il diritto penale e, dunque, di
render piu' rigorosi i limiti di liceita' della prevenzione generale.
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