Banche dati professionali (ex 3270)
Stampa giuridica

Documento


149378
IDG830900081
83.09.00081 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Lanzi Alessio
Riflessi penali delle procedure concorsuali vecchie e nuove
relazione al Congresso sul tema "Problemi antichi e nuovi in tema di insolvenza dell' impresa in Italia, in Europa e negli Stati Uniti", Milano, 6-8 maggio 1982
Indice pen., an. 16 (1982), fasc. 2, pag. 223-251
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D3132; D5373
Affrontare, dopo quarant' anni di vita della legge fallimentare, il tema del diritto penale delle procedure concorsuali, e' compito quanto mai stimolante per la complessita' delle tematiche e delle problematiche offerte dalla materia, che pero' non puo' fare a meno di ingenerare un certo senso di avvilimento dovuto alla constatazione che il c.d. "legislatore" e' di fatto rimasto sordo - ed in modo quasi irritante - alle reiterate ed articolate critiche e proposte di modifica che attenta dottrina ha da tempo formulato sul tema. Tale responsabile inattivita' del legislativo ripropone pertanto ancora oggi, e per l' ennesima volta, i cronici punti deboli della normativa penale fallimentare; in modo tale che essa si mantiene sempre in contrasto - gia' da un punto di vista generale, e a parte gli specifici difetti delle singole fattispecie - addirittura con taluni fondamentali principi costituzionali in materia penale (cui dovrebbe invece improntarsi l' ordinamento vigente), e con la necessita' di un armonico inserimento nel "Sistema penale". Non e' pero' da credere che in questo settore non siano intervenuti eventi nuovi, che consentano di riesaminare in una mutata situazione di fatto e/o di diritto taluni dei punti piu' nevralgici. In effetti, pur in mancanza di interventi diretti sulla normativa vigente, l' elaborazione dottrinale ha avuto ed ha tuttora modo di essere sollecitata a profonde meditazioni, sia de iure condito che de iure condendo, che, da un punto di vista generale, sono inquadrabili in due diverse prospettive: da un lato nel riesame - in termini critici - dell' incidenza che la declaratoria di fallimento ha nella struttura e nella stessa rilevanza penale dei fatti di bancarotta (e cio' con ogni relativa problematica connessa, anche in tema di oggettivita' giuridica); dall' altro nella necessita' di inquadrare sistematicamente nel diritto penale delle procedure concorsuali la nuova tematica relativa ai riflessi penali della procedura della "Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi", recentemente introdotta nell' ordinamento. I due temi, peraltro tra loro connessi per taluni aspetti, sono disgiuntamente affrontati dall' A. per razionalita' di trattazione. Lo stesso A., in conclusione, auspica, de iure condendo, che le riforme da apportare ai riflessi penali delle procedure concorsuali si muovano sempre tenendo ben in evidenza queste ultime, la loro ratio e la pregiudizialita' da esse necessariamente da esplicarsi nei confronti dei relativi illeciti penali; senza farsi ricorso a soluzioni che snaturerebbero la natura e la stessa esistenza di queste procedure. Finche' infatti si vorra' che esista, nelle sue varie forme, una procedura collettiva, non si potra' fare a meno di considerare l' operativita' del diritto penale in funzione strettamente strumentale rispetto ad essa. Senza ambire ad un "primato" del diritto penale che, nella specie, sarebbe assolutamente fuorviante, essendo ben altre - ed in limine - le soluzioni che il diritto penale puo' fornire.
d.l. 30 gennaio 1979, n. 26 l. 3 aprile 1979, n. 95 art. 2412 c.c. art. 2740 c.c. art. 203 l. fall. art. 236 l. fall. art. 237 l. fall.
Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze



Ritorna al menu della banca dati