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| IDG830800372 | |
| 83.08.00372 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Del Re Michele C.
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| Questua, colletta e mendicita': dalla repressione del parassitismo
alla garanzia costituzionale di libera scelta di vita
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| Giur. cost., an. 27 (1982), fasc. 2, pt. 1, pag. 454-475
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D52015; D0401; D543
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| Prendendo spunto da un' ordinanza di rimessione alla Corte
Costituzionale che dichiara non manifestamente infondata la questione
di legittimita' costituzionale dell' art. 156 del testo unico delle
leggi di pubblica sicurezza in riferimento agli artt. 3, 8 e 19
Cost., l' A. osserva che l' accattonaggio, come scelta di vita
volontaria (non quello cui spinge il bisogno, che deve scomparire
migliorando gli strumenti di sicurezza sociale), e' espressione della
coscienza religiosa o di altra visione alternativa della societa',
per cui dovrebbe essere represso soltanto quando si travesta
artatamente in accattonaggio di necessita', quando usi mezzi
fraudolenti o violenti e ancor piu' quando utilizzi persone immature
come strumento di maggior efficacia. Quanto a questue e collette,
esse dovrebbero essere in linea di principio libere, come attivita'
rispondenti all' esigenza di libera manifestazione e libero
perseguimento delle proprie idealita'. All' autorizzazione preventiva
di cui all' art. 156 del testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza dovrebbero quindi essere sostituite forme di controllo
sulla effettiva destinazione dei fondi raccolti, nonche' il divieto
di adoperare tecniche raffinate di "persuasione occulta", che, se pur
non integrano gli estremi dell' inganno fraudolento, appaiono
nondimeno inaccettabili per la sensibilita' etico-giuridica della
comunita' sociale.
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| art. 3 Cost.
art. 8 Cost.
art. 19 Cost.
art. 156 r.d. 18 giugno 1931, n. 773
ord. Pret. Roma 3 aprile 1981
art. 670 c.p.
art. 671 c.p.
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