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149432
IDG820900318
82.09.00318 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Bursese Gaetano Antonio
Il mutamento di destinazione dell' uso degli edifici e la legge penal
Giur. merito, an. 14 (1982), fasc. 1, pt. 4, pag. 232-236
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D182; D540; D1825
Il mutamento nella destinazione dell' uso delle costruzioni ed i suoi riflessi penali e' indubbiamente uno dei temi piu' dibattuti ed attuali sia in dottrina che in giurisprudenza. L' articolo prende infatti lo spunto da una sentenza della Cassazione che ha statuito la non penale rilevanza delle arbitrarie immutazioni nell' uso dei fabbricati attuato senza il tramite di opere edilizie o comunque materiali, per ribadire che anche in questo caso e' necessaria la autorizzazione (concessione) del sindaco, la cui carenza configura il reato di cui all' art. 17 lett. a) della l. 28 gennaio 1977, n. 10. Si sottolinea al riguardo che anche tale legge persegue in definitiva la tutela dell' "ambiente", attraverso un piu' accentuato controllo dell' assetto urbanistico ed edilizio del territorio e non v' e' dubbio che una somma di modifiche della destinazione d' uso degli immobili implica un notevole turbamento dell' assetto medesimo, con rilevanti ed inammissibili limitazioni dello stesso potere di controllo da parte dell' autorita' amministrativa. L' A. non si nasconde pero' le difficolta' obiettive di natura esegetica che la tesi propugnata incontra, cosi' come, di converso, l' altra che ritiene penalmente irrilevanti le modifiche dell' uso in parola, onde auspica l' intervento chiarificatore e risolutore del legislatore in occasione della tanto attesa modifica della legge "Bucalossi".
art. 17 lett. A l. 28 gennaio 1977, n. 10 l. 17 agosto 1942, n. 1150 l.r. TO 25 maggio 1975, n. 56 l.r. LI 3 settembre 1976, n. 28 l.r. PI 5 dicembre 1977, n. 56 Cass. sez. III pen. 11 gennaio 1980
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