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149438
IDG830800235
83.08.00235 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Ruggeri Antonio
Dall' affare INTERSIND alla "fiducia" senatoriale alla crisi di governo: le "tentazioni" istituzionali di un Premier nel corso di una vicenda costituzionalmente anomala
Giur. cost., an. 27 (1982), fasc. 6-8, pag. 1534-1569
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D0213; D02130; D02132; D02126; D02136; D02137
Mettendo in luce le numerose "anomalie" che, sotto il profilo costituzionale, hanno caratterizzato le ultime vicende del primo governo Spadolini, a partire dalla frattura, verificatasi in seno al Gabinetto, sull' atteggiamento da assumere nel cosiddetto affare Intersind, l' A. sottolinea in primo luogo l' emarginazione del Consiglio dei ministri, cui pure compete la definizione della politica generale del Governo, nonche' l' assunzione di tutte le decisioni idonee ad incidere sul rapporto fiduciario, dalla decisione, assunta nel circuito chiuso delle relazioni "esclusive" intercorrenti tra il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio, di condizionare la permanenza in carica del Gabinetto all' esito di una "verifica" parlamentare, per di piu' effettuta presso una sola Camera, e vertente, dato il tenore delle comunicazioni del Premier, su una vera e propria riscrittura del programma di politica economica. Lo schema che cosi' si realizza e' quello di una fiducia doppiamente insufficiente, in quanto concessa da un solo ramo del Parlamento al solo Presidente del Consiglio. Dopo essersi soffermato in termini critici sul tema, sollevato dal Premier nel corso del suo intervento in Senato, della revoca dei ministri da parte del capo dell' Esecutivo, osservando che, per evitare un uso personalizzato dello strumento, sembra preferibile far rientrare il rimpasto nelle attribuzioni del Consiglio dei Ministri, l' A. passa quindi ad analizzare i successivi eventi che conducono alla crisi, censurando la presentazione alla Camera, senza la necessaria delibera consiliare, del disegno di legge finanziaria e rilevando che la dichiarazione del Capo dello Stato circa l' impossibilita' di rimandare alle Camere un "Governo dimezzato" in seguito all' annunciato "disimpegno" del Partito Socialista Italiano, pur condividibile sul piano politico, non e' invero tale sotto il profilo giuridico non avendo le dimissioni dei ministri socialisti formalmente preceduto quelle dell' intero Gabinetto. Dopo un ulteriore accenno alla conclusione della crisi, l' A. conclude quindi auspicando un intervento legislativo che faccia finalmente chiarezza sulla complessa dinamica delle relazioni intergovernative.
art. 92 Cost. art. 94 Cost.
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