| Mettendo in luce le numerose "anomalie" che, sotto il profilo
costituzionale, hanno caratterizzato le ultime vicende del primo
governo Spadolini, a partire dalla frattura, verificatasi in seno al
Gabinetto, sull' atteggiamento da assumere nel cosiddetto affare
Intersind, l' A. sottolinea in primo luogo l' emarginazione del
Consiglio dei ministri, cui pure compete la definizione della
politica generale del Governo, nonche' l' assunzione di tutte le
decisioni idonee ad incidere sul rapporto fiduciario, dalla
decisione, assunta nel circuito chiuso delle relazioni "esclusive"
intercorrenti tra il Presidente della Repubblica e il Presidente del
Consiglio, di condizionare la permanenza in carica del Gabinetto all'
esito di una "verifica" parlamentare, per di piu' effettuta presso
una sola Camera, e vertente, dato il tenore delle comunicazioni del
Premier, su una vera e propria riscrittura del programma di politica
economica. Lo schema che cosi' si realizza e' quello di una fiducia
doppiamente insufficiente, in quanto concessa da un solo ramo del
Parlamento al solo Presidente del Consiglio. Dopo essersi soffermato
in termini critici sul tema, sollevato dal Premier nel corso del suo
intervento in Senato, della revoca dei ministri da parte del capo
dell' Esecutivo, osservando che, per evitare un uso personalizzato
dello strumento, sembra preferibile far rientrare il rimpasto nelle
attribuzioni del Consiglio dei Ministri, l' A. passa quindi ad
analizzare i successivi eventi che conducono alla crisi, censurando
la presentazione alla Camera, senza la necessaria delibera
consiliare, del disegno di legge finanziaria e rilevando che la
dichiarazione del Capo dello Stato circa l' impossibilita' di
rimandare alle Camere un "Governo dimezzato" in seguito all'
annunciato "disimpegno" del Partito Socialista Italiano, pur
condividibile sul piano politico, non e' invero tale sotto il profilo
giuridico non avendo le dimissioni dei ministri socialisti
formalmente preceduto quelle dell' intero Gabinetto. Dopo un
ulteriore accenno alla conclusione della crisi, l' A. conclude quindi
auspicando un intervento legislativo che faccia finalmente chiarezza
sulla complessa dinamica delle relazioni intergovernative.
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