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154134
IDG840510118
84.05.10118 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Papaleoni Marco
Profili di discrezionalita' nell' inquadramento dei lavoratori: problemi applicativi
nota a Cass. sez. lav. 11 marzo 1983 n. 1824
Giust. civ., an. 34 (1984), fasc. 2, pt. 1, pag. 555-557
(Bibliografia: a fine articolo o capitolo)
D7449
Dopo aver ricordato i principi acquisiti nella giurisprudenza in ordine ai criteri cui il giudice deve attenersi ai fini del corretto inquadramento del prestatore di lavoro subordinato, l' A. affronta la problematica della rilevanza giuridica di clausole contrattuali collettive condizionati l' attribuzione di particolari livelli, all' interno di una qualifica determinata, ad una manifestazione di volonta', unilaterale e discrezionale, del datore di lavoro. Dopo aver ricordato, altresi', i principi espressi al riguardo da una consolidata giurisprudenza che aveva riconosciuto la preminenza riservata in materia alla regolamentazione di fonte contrattuale, l' A. sottolinea la portata innovativa della sentenza della Suprema Corte 11 marzo 1983, n. 1824, con la quale e stata dichiarata la nullita' di tali clausole contratt uali, in quanto viziate da un eccessivo margine di discrezionalita'. Conclusivamente l' A. rileva come il principio cosi' espresso dalla Suprema Corte, crei non indifferneti problemi praticativi, attesa la difficolta' di individuare un obiettivo criterio applicativo, considerato che la soluzione proposta dalla Suprema Corte finisce con sostituir la discrezionalita' del datore di lavoro, pur sempre soggetta al ctrollo sindacale, con quello del giudice.
art. 36 Cost. art. 2095 c.c. art. 13 l. 20 maggio 1970, n. 300
Ist. dir. comparato - Univ. Roma



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