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| IDG841200674 | |
| 84.12.00674 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Ancora Tullio
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| Il vizio di eccesso di potere negli atti amministrativi e sua
rilevanza nella fase del loro controllo
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| Cons. Stato, an. 34 (1983), fasc. 8-9, pt. 2, pag. 1015-1030
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D12061
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| Scopo di questo articolo e' di soffermarsi sull' impatto fra il vizio
di eccesso di potere e il controllo sugli atti amministrativi in modo
da mostrare come quest' ultimo operi perche' gli atti inficiati non
acquistino o mantengano efficacia. Partendo dal fatto che l' eccesso
di potere e' nato come straripamento di potere, allorche' la p.a. in
contrasto con il principio della divisione dei poteri esercita poteri
propri degli organi giudiziari e degli organi legislativi, l' A.
esamina l' evoluzione del vizio in rapporto alla causa dell' atto
amministrativo. La dottrina e' giunta a ritenere che l' eccesso di
potere si manifesti attraverso delle figure dette sintomatiche e l'
indagine dell' A. e' tesa ad individuare l' incidenza che esse hanno
sulla validita' degli atti amministrativi. Posti come punti fermi il
concetto della causa dell' atto amministrativo e quello della
volonta' in esso obiettivizzata l' articolo cerca di delineare lo
sviamento di potere nelle sue congiunzioni con le c.d. figure
sintomatiche per poi confrontare i concetti che ne risultano con la
giurisprudenza del Consiglio di Stato. L' A. esamina, infine, il
controllo degli atti amministrativi in relazione allo sviamento di
potere, augurandosi che si intensifichi l' impegno degli organi di
controllo al fine di favorire la produzione di atti legittimi con
conseguente riduzione della attivita' contenziosa.
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| l. 10 febbraio 1953, n. 62
r.d. 2 luglio 1934, n. 1214
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