| Le autonomie locali - dopo le riforme istituzionali riguardanti le
regioni - si presentano in maniera disarticolata e scomposta,
attraverso innumerevoli entita' tutte separate tra loro e non
comunicanti: all' amministrazione territoriale e' venuto meno il
necessario momento unificante, un punto di riferimento costante
capace di riannodare attorno ad un interesse comune l' azione spesso
impacciata e slegata degli enti locali. Oggi ciascun ente locale
cammina per conto proprio, assumendo talvolta una linea di conflitto
con gli interessi generali della comunita' nazionale: l' osservatore
attento non puo' non constatare che le grandi opere dello Stato
(ferrovie, opere idrauliche, etc.) rischiano di essere paralizzate a
causa dell' assenza di una amministrazione che abbia
istituzionalmente il compito di fare da catalizzatore tra enti
territorialmente diversi per accumunarli nell' esame di problemi che
interessano l' intero Paese. Nella prospettiva che si e' descritta
puo' essere fondamentale il ruolo del Ministero dell' Interno sia
quale garante delle autonomie volute dalla Costituzione, sia quale
organo di coordinamento tra le strutture centrali e le
amministrazioni provinciali e comunali.
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