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157830
IDG841210178
84.12.10178 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Clarich Marcello
La nozione di direttiva; problemi ricostruttivi e tendenze recenti
Foro amm., an. 60 (1984), fasc. 3, pag. 551-563
(Bibliografia: a fine articolo o capitolo)
D02130; D1401
L' articolo prende in considerazione la nozione di direttiva, esaminando le sue principali applicazioni nel diritto costituzionale e amministrativo. Vengono via via individuati alcuni parametri volti a conferire alla nozione di direttiva un significato tecnico. Anzitutto, si esclude che possano essere considerate come direttive in senso proprio la legge-direttiva, la legge-piano e altri atti gia' forniti di per se' di una propria tipicita'. Viene esaminata poi la genesi della nozione di direttiva nel diritto costituzionale. Essa e' legata storicamente all' affermarsi della figura del Primo Ministro (o Cancelliere) all' interno della struttura del Governo in Germania e in Inghilterra. La nozione di direttiva politica ha trovato elaborazione in Italia soprattutto con riferimento ai seguenti rapporti: Presidente del Consiglio-Ministri; Consiglio dei Ministri (o Comitati interministeriali)-Ministri; Stato-Regioni; Parlamento-Governo, popolo-organi costituzionali. Nell' articolo si ritiene preferibile far rientrare gran parte dei rapporti in questione nella piu' generica nozione di indirizzo. Nel diritto amministrativo la nozione di direttiva e' stata applicata sia ai rapporti interorganici che ai rapporti intersoggettivi. Viene posta la distinzione tra ordine gerarchico e direttiva. Quest' ultima presuppone che l' organo o il soggetto subordinato sia investito di competenze proprie e necessita di un fondamento normativo autonomo. Vengono esaminati i limiti di contenuto, la vincolativita' e gli strumenti sanzionatori. L' articolo tratta infine di due specie particolari di direttive emerse soprattutto in Inghilterra e in Germania: gli atti c.d. di moral suasion e le direttive amministrative con funzione sostanzialmente normativa (le c.d. Ermessensrichtlinien).
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