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Documento


157834
IDG850210002
85.02.10002 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Cavagna Anna Giulia
Il bonum patriae e l' ascesa al decurionato
Boll. soc. pavese st. patria, vol. 36, an. 84 (1984), pag. 89-102
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
S70253; S7341; S76234
Dopo un breve cenno all' amministrazione e al governo interno della citta' di Pavia, retta fin dal XVI secolo dagli "ordines pro regimine celeberrimae Ticinensis Reipublicae", affiancatisi agli Statuti cittadini ed in cui veniva regolamentata la formazione del Consiglio Generale della citta', composto dai decurioni, cittadini estimati pavesi provenienti da una serie di famiglie fissate una volta per tutte, l' A. prende in esame la supplica rivolta nel 1706 da 34 famiglie pavesi al nuovo governatore dello Stato di Milano, Eugenio di Savoia, per sostenere la liceita' dell' aggregazione di nuove famiglie al Consiglio. Secondo l' A. il rigetto della petizione va inteso non solo come difesa di uno sterile privilegio del patriziato, ma piuttosto come difesa da parte dei decurioni del proprio onore e con esso di quello del sovrano che essi intendono rappresentare e ancora con il desiderio di Vienna di non attirarsi difficolta' di governo in una provincia di recente acquisizione.
Ist. storia del diritto - Univ. MI PV



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