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| IDG850400340 | |
| 85.04.00340 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Infantino Lorenzo
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| L' imperialismo, fase suprema del comunismo
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| Mondoperaio, an. 37 (1984), fasc. 11, pag. 117-125
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| F416; F411
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| Gia' in Marx c' e' la predizione che solo una "guerra mondiale"
potra' abbattere il capitalismo nella vecchia ma forte Inghilterra.
In pratica i "padri fondatori" giustificano il ritardo della
rivoluzione in Occidente con una teoria, quella dell' imperialismo,
che prendera' corpo soprattutto con Lenin. Egli fara' di questa
teoria dell' attesa lo strumento per chiamare alle armi il
proletariato su scala mondiale, perche' solo una "guerra civile"
internazionale puo' avere ragione del capitalismo nelle sue punte
piu' alte. Non c' e' base scientifica oggettiva nella teoria di Lenin
dell' imperialismo come fase suprema del capitalismo: la verifica
empirica la smentisce. Ma essa serve a mobilitare i partiti comunisti
attorno a un obiettivo comune. In prospettiva bisogna costruire un
impero da contrapporre alle potenze capitalistiche. Di questo impero
Lenin aveva gia' delineato un progetto: pensava di aggregare alla
Russia rivoluzionaria la Germania, l' Austria - Ungheria, la
Bulgaria, come primo blocco di un sistema mondiale regolato da un
unico piano generale. L' imperialismo, in definitiva, e la fase
suprema del comunismo, che attribuisce all' Occidente la propria
vocazione aggressiva. I comunisti occidentali, che tuttora
distinguono tra "imperialismo" dell' Occidente e atti occasionali di
"politica di potenza" dell' URSS, non hanno risolto il loro equivoco
di fondo. Finche' manterranno questo atteggiamento ambiguo sull'
imperialismo potranno a giusto titolo dichiararsi "diversi" rispetto
alla cultura liberaldemocratica dell' Occidente.
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| Centro diretto da G. Taddei Elmi - IDG Firenze
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