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157902
IDG850910004
85.09.10004 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Scheerer Sebastian
L' abolizionismo nella crimimologia contemporanea
Delitti e pene, an. 1 (1983), fasc. 3, pag. 525-541
(Bibliografia: a fine articolo o capitolo)
D59; F4251
L' abolizionismo e' sostanzialmente una critica negativa e non una teoria nel senso stretto della parola. Esso si batte per una coerente prospettiva in tema di controllo sociale e puo' essere visto come un nuovo approccio verso una teoria del sistema penale e del controllo, e come la somma dei movimenti radicali nella politica criminale che mirano all' abolizione di tutto il sistema penale. Alcuni abolizionisti pensano che il sistema penale sia antiquato e ritengono percio' che siano superflui i mezzi dela pena inflitta dallo Stato che potrebbe essere abolita senza necessariamente cambiare gli elementi vitali dei settori produttivi e riproduttivi della societa' (L.H.C. Hulsman), altri attribuiscono qualche "funzione" attuale della legge penale cosi' come essa e' e concepiscono cambiamenti profondi soltanto come risultato di grandi trasformazioni sociali (N. Christie). Alcune critiche avanzate contro l' idealismo dell' abolizionismo e in particolare le critiche di Pio Marconi e Trutz von Trotha vengono confutate. L' articolo indica, inoltre, alcune insufficienze nello Stato attuale della discussione abolizionista, per quanto riguarda, in particolare, la sua relazione con i nuovi movimenti sociali e certe correnti politiche penali di sinistra.
Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze



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