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| IDG841210317 | |
| 84.12.10317 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Sanviti Giuseppe
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| Limiti e alternative della giurisdizione amministrativa
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| relazione al IV Convegno dell' Associazione italo-tedesca degli
studiosi di diritto pubblico, Palermo, 26-28 maggio 1983
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| Riv. trim. dir. pubbl., an. 34 (1984), fasc. 1, pag. 49-103
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D153
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| In linea di principio il sindacato del giudice amministrativo puo'
avere una notevole profondita' e ampiezza: profondita' per la
valorizzazione del ruolo del ricorrente che, specialmente nello Stato
sociale, puo' aver luogo parallelamente all' incisivita' della
partecipazione all' esercizio del potere sul piano del diritto
sostanziale; ampiezza per la possibilita' riconosciuta al giudice
amministrativo d' intervenire anche al di fuori delle ipotesi
disciplinate dalla legge e di svolgere un ruolo creativo. Per un'
analisi dei limiti che egli incontra nella sua azione e' sembrato
quindi fruttuoso, anziche' procedere sul piano secondo prospettive di
carattere generale, di detto, cercare di trarre indicazioni dall'
esame del ruolo che egli effettivamente svolge. Ne risulta che i
limiti principali dell' azione del giudice amministrativo derivano
dall' impossibilita' di svolgere, oltre una certa soglia, un ruolo d'
indirizzo e dalla difficolta' ad affrontare determiante disfunzioni
caratteristiche dello Stato sociale, specialmente per quanto si
riferisce all' intervento pubblico nell' economia. Le prospettive di
superamento di tali limiti riguardano l' ampliamento delle
possibilita' di accesso di categorie d' interessi sottoprotetti e l'
impiego di rimedi alternativi alla tutela giurisdizionale
(attivazione di organi di controllo, consultivi e del difensore
civico, ricorso e forme arbitrali e ad azioni davanti al giudice
ordinario).
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| art. 24 Cost.
art. 113 Cost.
l. 27 aprile 1982, n. 186
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