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158169
IDG841210325
84.12.10325 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
(a cura di Sepe Stefano)
Condizioni degli impiegati e ideologia burocratica in uno scritto del 1869 sul riordinamento dell' amministrazione statale
Pietro Calandra, Storia dell' amministrazione pubblica in Italia, Bologna, 1978, pp. 71
Riv. trim. dir. pubbl., an. 34 (1984), fasc. 1, pag. 245-277
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D143; S7416
Il testo si compone di estratti di un saggio scritto nel 1869 da Giovanni Battista Giuria e di una introduzione in cui il curatore illustra i problemi del dibattito, svoltosi alla fine del primo decennio unitario, sulla condizione degli impiegati dello Stato. Giuria, che aveva gia' espresso in un opuscolo del 1850 l' opinione che fosse necessario arrivare ad una legge sui "diritti" dei dipendenti dello Stato, ripropone gli argomenti a sostegno della sua tesi. Gli impiegati sono troppi e male retribuiti: cio' determina la loro insoddisfazione e, di converso, il cattivo funzionamento della macchina statale. Occorre, secondo l' A., perseguire l' obiettivo di una amministrazione di "pochi, ben pagati e assicurati". Cio' servirebbe a migliorare la qualita' dei servizi ed a rendere piu' dignitosa la condizione dei pubblici funzionari. Inoltre, una legge sullo "status" degli impiegati, permetterebbe di evitare lo strapotere dei ministri nei confronti dei loro dipendenti. Secondo Giuria dovrebbero essere resi piu' selettivi i meccanismi per l' ammissione degli impiegati e, nel contempo, dovrebbe essere garantita la stabilita' dell' impiego. Il modello a cui l' amministrazione statale avrebbe dovuto rifarsi e' quello dell' esercito. In linea con questa indicazione, egli formula alcune proposte tendenti ad equiparare l' amministrazione civile e quella militare, sia per quanto riguarda l' entrata in ruolo, sia per quanto riguarda gli avanzamenti di carriera.
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