| Nel presente saggio che si pone in collegamento sistematico con i
precedenti studi concernenti la Corte dei Conti delle Comunita'
Europee e la sua attivita' di controllo esterno (v., in questa
Rivista, n. 5/81, I, 1024 ss.; n. 4/92, I, 572 ss.; n. 4/83, I, 903
ss.) l' A. pone in risalto i principali temi trattati dalla Corte
medesima nel corso dell' esercizio finanziario 1982. In un piu' ampio
quadro d' insieme non viene trascurata l' analisi dell' iter relativo
sia all' adozione del bilancio per l' esercizio in parola sia al
discarico di precedenti esercizi. E' evidenziato, in tale contesto,
che continuano, in materia, i "difficili" rapporti, gia' in altre
occasioni segnalati, tra il Parlamento Europeo ed il Consiglio. Il
progetto di Trattato di Unione Europea, i cui sviluppi sono, per
altro verso, incerti e problematici, potrebbe costituire un
superamento dell' impasse. Viene inoltre fatto cenno al tentativo, da
molti sperato ma sinora non realizzato, del "rilancio" della
Comunita' sotto la "guida" del Consiglio Europeo. I nuovi indirizzi
politici - si conclude - non devono comunque incidere negativamente
sull' acquis communaitaire sul quale anche la Corte dei Conti delle
Comunita' Europee e' chiamata a vigilare in un corretto equilibrio
interistituzionale, peraltro da potenziare ed affinare.
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