| Effetti del fallimento del datore sul rapporto di lavoro - e,
segnatamente, sul "diritto al lavoro" - nonche' sui "crediti di
lavoro" e, segnatamente, su salvaguardia del "valore reale" e
garanzia di soddisfazione "effettiva": ricondotte a tali nodi
problematici fondamentali, non senza residui, le questioni, attinenti
ai diritti dei lavoratori nel fallimento, vengono impostate,
essenzialmente, come problemi di rapporto tra "microsistemi di norme"
(il diritto del lavoro, appunto, e il diritto fallimentare),
funzionalizzati alla "tutela del lavoro" e, rispettivamente, ai
"fini" del fallimento. La scelta di metodo proposta non solo guida l'
organica "sistemazione" delle soluzioni variegate, che sono state
prospettate per ciscuna questione, ma indirizza, altresi' le opzioni
interpretative verso l' individuazione preliminare di norme, per
cosi' dire, "di collegamento", che - nel conflitto tra i ricordati
"microsistemi giuridici" per la disciplina di materie che ne sono
poste "a cavallo" - selezionino, sia pure implicitamente, il
"microsistema" competente, dal quale, poi vanno attinte le norme
disciplinanti, anche per analogia, le concrete fattispecie e, in caso
di lacune, vanno pure desunti i principi generali. Linee di tendenza
parallele dei due "microsistemi" considerati, principi costituzionali
e "comunitari", suggestioni provenienti dal panorama comparatistico
(non solo) europeo concorrono a disegnare, sia pure in termini
estremamente problematici, prospettive di intensificazione per la
tutela dei diritti dei lavoratori nel fallimento (e, in genere, nelle
procedure concorsuali) del datore di lavoro.
| |