Banche dati professionali (ex 3270)
Stampa giuridica

Documento


159153
IDG850900158
85.09.00158 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Stella Federico
Il problema giuridico dell' eutanasia: l' interruzione e l' abbandono delle cure mediche
relazione al Convegno "Il valore della vita: l' uomo di fronte al problema del dolore, della vecchiaia, dell' eutanasia", IV Corso di aggiornamento culturale dell' Universita' Cattolica del S. Cuore, Roma, 2-7 settembre 1984
Riv. it. med. leg., an. 6 (1984), fasc. 4, pt. 1, pag. 1007-1025
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D51850; F4252
L' A. si sofferma in particolare su due forme di eutanasia: l' uccisione per pieta' - mediante azione - degli ammalati gravissimi (eutanasia attiva) e la omissione degli interventi e delle cure necessarie per il prolungamento della vita di un ammalato "prossimo alla morte" (eutanasia passiva). Non puo' negarsi che la prima forma, indipendentemente dal consenso del paziente, integri un fatto di omicidio. La definizione dei limiti di liceita' dell' eutanasia passiva va invece ricercata sul terreno delle regole proprie dell' omissione e in particolare nella determinazione dello scopo e dei limiti dell' obbligo del medico alla cura. In quest' ambito risolutiva appare la distinzione tra l' ipotesi in cui il paziente abbia acconsentito all' interruzione delle cure e quella in cui lo stesso, malgrado l' ineluttabilita' del decorso della malattia, abbia manifestato interesse alla prosecuzione della terapia; ipotesi quest' ultima in cui la omissione del medico si configura come penalmente rilevante. Quanto poi alla soluzione dei casi in cui il paziente non sia in condizione di decidere il proprio destino, l' A. indica come criterio guida l' accertamento della irreversibilita' della perdita di coscienza, rilevando tuttavia come, in assenza di sicuri criteri scientifici al riguardo, la disattivazione degli strumenti vitali non sarebbe consentita.
Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze



Ritorna al menu della banca dati