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159173
IDG850900178
85.09.00178 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Marra Realino
Durkheim sociologo del diritto penale. Sentimenti, riflessioni e valori nella produzione ideale di fatti normativi
Delitti e pene, an. 2 (1984), fasc. 1, pag. 31-85
(Bibliografia: a fine articolo o capitolo)
D5; D50101; F321; D59
Secondo l' A. di questo saggio Durkheim concepisce il diritto penale come un modello ideale di produzione di fatti sociali. Il diritto penale e' un sistema di regole che Durkheim considera istituzioni privilegiate dato che esse abbracciano il contenuto generale dell' azione sociale, che consiste nella creazione di regole obbligatorie di comportamento, e a causa della loro unita' e precisione rappresentano la forma perfetta. Poiche' il diritto penale e' basato su sensazioni ed emozioni, uno schema generale di produzione sociale puo' essere costruito senza dover tener conto se esso e' utile o necessario; esso e' spontaneo e casualmente determinato. Poiche' la passione e la vendetta espresse nella reazione penale sono di origine emotiva, esse permettono il verificarsi di un tipo di successione di fatti che e' tipico del metodo di Durkheim, strettamente causale e contrario alle teorie retributive e utilitarie. La normativita', secondo Durkheim, e' sempre stata una parte delle condizioni della esistenza collettiva e quindi le norme penali aggiungono semplicemente la forma. L' A. esamina criticamente questa ricostruzione e pone l' accento sul problema della svalutazione del ruolo degli interessi individuali cosi' come dell' intervento dello Stato per quanto riguarda organizzazione e qualificazione. Secondo l' A. alcuni dei suggerimenti di Durkheim, in particolare il suo giudizio sulla assoluta relativita' dei valori penali, potrebbe apparire come una anticipazione significativa delle nuove tendenze criminologiche basate sulla analisi della reazione sociale. Essi potrebbero essere usati in parte per risolvere alcuni importanti problemi riguardanti l' analisi del processo di criminalizzazione, le condizioni strutturali di questo processo e la possibilita' di trovare un criterio oggettivo di negativita' sociale.
Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze



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