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166926
IDG860900559
86.09.00559 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Betocchi Giuseppina
Diritto di difesa e potere d' integrazione nel procedimento di riesame dei provvedimenti di coercizione personale
Riv. it. dir. proc. pen., an. 29 (1986), fasc. 1, pag. 144-172
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D02320; D6112; D6113; D611; D6043
(Sommario: 1. Prospettive d' indagine originate dalla prassi giurisprudenziale. - 2. I limiti di conoscenza degli atti processuali e di partecipazione al riesame a fronte del comma 2 dell' art. 24 Cost. - 3. Segreto istruttorio interno e specificita' della motivazione del mandato di cattura o d' arresto: contraddizione in termini o nuovo ambito di "compatibilita'"?. - 4. La regola della specifica enunciazione degli indizi di colpevolezza. Dall' indicazione alternativa degli elementi di identificazione degli indizi all' indicazione cumulativa. - 5. Verifica giurisprudenziale. - 6. La specifica enunciazione dei motivi della coercizione cautelare: dimensione prescrittiva ed applicativa degli artt. 264, comma 2 e 254, comma 2, c.p.p. - 7. L' inosservanza della regola della specificita', l' integrazione a posteriori della motivazione in fase di controllo del provvedimento e il diritto di difesa. - 8. Conferma "tout court" e conferma "integrativa" del provvedimento oggetto di riesame: diatribe giurisprudenziali in ordine all' interpretazione del comma 3 dell' art. 263-ter c.p.p. - 9. Il tenore letterale della norma: la prospettiva del controllo; le garanzie dell' imputato. - 10. La trasmissione integrale degli atti al tribunale del riesame: solo il presupposto del potere di revoca "per qualunque motivo", od anche il riconoscimento del potere di conferma "per qualunque motivo"?)
art. 24 comma 2 Cost. art. 254 comma 2 c.p.p. art. 263 ter comma 3 c.p.p. art. 264 comma 2 c.p.p. l. 12 agosto 1982, n. 532
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