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169165
IDG871200196
87.12.00196 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Granaglia Elena
Medici e servizio sanitario nazionale, ovvero un ennesimo caso di discrepanza fra fini e mezzi nelle politiche pubbliche
Riv. trim. sc. amm., an. 33 (1986), fasc. 2-3, pag. 129-149
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D96910; D1882; D1721
La legge che nel 1978 introdusse il Servizio Sanitario nazionale rappresenta un errore molto comune che caratterizza molte politiche pubbliche realizzate in Italia. Si tratta della discrepanza, se non della contraddizione, tra fini e mezzi. Tale discrepanza e' dovuta non soltanto ad una insufficiente allocazione di risorse finanziarie, ma deriva principalmente dalla sottovalutazione del ruolo svolto dai comportamenti individuali nel processo politico. La convinzione comune e', senza dubbio, che gli interessi privati siano automaticamente conciliabili, attraverso regolazione, con lo scopo pubblico di una politica sanitaria efficiente, effettiva ed equa. In questo articolo concentro l' attenzione su una componente particolare della politica sanitaria, e cioe' la politica nei confronti del personale medico. A questo scopo nella pt. I descrivo le attuali politiche nei confronti dei medici in termini di reddito e condizioni di lavoro. Nella pt. II esamino le manchevolezze di tali politiche grazie agli strumenti di analisi ricavati da due modelli di azione individuale: lo stretto modello economico e il modello basato sulla logica della condotta professionale. Nella pt. III offro alcuni suggerimenti concernenti i possibili modi di conciliare il perseguimento di interessi privati da parte dei medici e la realizzazione del bene collettivo. L' intero caso puo' anche essere letto come un piu' generale tentativo di studiare alcune delle difficili questioni inerenti alla regolazione pubbliche delle professioni.
Centro diretto da E. D'Elia - IDG Firenze



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