| Il lavoro si propone di evidenziare i casi in cui, in presenzadi una
violazione dell' art. 80 Cost. da parte dell' Esecutivo , le forme di
controllo parlamentare siano avvenute in modo di verso dall'
autorizzazione alla ratifica, riguardo ad impegni internazionali
assunti dall' Italia in materia di politica militare. L' indagine si
basa sull' analisi sia dei testi delle Convenzioni che dei lavori
parlamentari precedenti o successivi alla co nclusione degli accordi,
tenuto conto dei piu' importanti commenti dottrinali. L' articolo e'
stato diviso in due parti: nella prima sono stati esaminati gli
accordi in esecuzione del Patto del Nord Atlantico, in relazione ai
quali si e' manifestato un mutamento di tendenza nei rapporti tra il
Governo e le Camere. Se il Parlamento, infatti, non ha mai potuto
esercitare le proprie prerogative in occasione dei primi accordi,
successivamente ( come nel caso dell' installazione dei missili
"Cruise" a Comiso) proprio il Governo ha chiesto alle Camere l' esame
preventivo delle linee generali della decisione riguardante il piano
di am modernamento adottata dal Consiglio Atlantico. Nella seconda pa
rte, sono stati esaminati i casi in cui e' stata data provvisoria
esecuzione ai quattro trattati stipulati per l' invio di corpi
militari all' estero. Tali convenzioni hanno presentato aspetti
comuni: si e' sempre trattato di accordi urgenti, rispetto ai quali,
cioe', la tempestivita' dell' esecuzione rappresentava condizione
essenziale per l' espletamento dell' impegno. Mentre da unlato il
Governo ha sempre sottolineato tale carattere di urgenza, ancipite e'
stato l' atteggiamento del Parlamento, dovuto a precise scelta
politiche. Se infatti in relazione al caso delle tre dragamine in
missione nello stretto di Tiran nella Primavera del 1982 e in
occasione di altre dragamine inviate nel Golfo di Suez, solo l'
opposizione si era erta a paladina delle garanzie cos tituzionali
previste dagli articoli 72-80, in occasione della prima e seconda
spedizione a Beirut, nell' Autunno del 1982 nessunavoce si e' levata
a protestare contro un' azione di politica es tera militare avvenuta
in violazione del dettato costituzionale.L' esame della prassi ha
dimostrato, percio', che il sistema di controllo parlamentare risulta
ormai superato. Anche se spesso il dettato costituzionale non e'
affatto seguito, oggi, le Camere chiamano il Governo a rendere conto
delle proprie azioni. Inol tre, anche l' Esecutivo, che in passato si
era autoappropriato di poteri spettanti costituzionalmente alle
Camere, ha promosso contatti con il Parlamento per ottenere un
consenso che ne rafforzil' azione
| |