| Dopo aver richiamato, in sintesi, le vicende - protrattesi per oltre
cinque anni, che hanno portato all' emanazione della legge 1 marzo
1986, n. 64, relativa alla nuova disciplina dell' intervento pubblico
nel Mezzogiorno, lo studio si sofferma sugli aspetti caratterizzanti
il "nuovo" intervento straordinario. Vengono, in particolare, prese
in esame le previsioni normative in materia di programmazione degli
interventi e di coordinamento tra azione ordinaria e azione
straordinaria e le connesse implicazioni organizzative sia a livello
di governo che a livello di strumentazione operativa. Sotto il primo
profilo lo studio analizza la posizione del Ministro per gli
interventi straordinari nel Mezzogiorno ed il rapporto con la nuova
struttura - il Dipartimento per il Mezzogiorno - istituita dalla
legge con il compito di espletare "tutte le funzioni presenti dalla
legislazione vigente" in materia di interventi nel Mezzogiorno. Sotto
il secondo profilo lo studio si sofferma sul nuovo ente, la "Agenzia
per la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno", che prende il
posto della Cassa per il Mezzogiorno, e sugli enti gia' collegati
alla Cassa per il Mezzogiorno, che assumono la nuova denominazione di
"Enti di promozione dello sviluppo del Mezzogiorno", la cui funzione
e' valorizzata e razionalizzata dalla nuova disciplina. Dopo un esame
delle molteplici norme in materia di incentivazione e di fornitura di
"servizi reali", lo studio mette in rilievo i diritti differenziali
della nuova disciplina, rispetto al passato, soffermandosi in
particolare sul vuoto che viene a determinarsi in relazione al
problema della progettazione e della realizzazione, con procedura
speciale, delle grandi infrastrutture, e sul rischio che il "nuovo"
intervento straordinario si trasformi in una supplenza dell' azione
delle Amministrazioni ordinarie.
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