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169345
IDG870100168
87.01.00168 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
D' Antona Massimo
Pubblici poteri nel mercato del lavoro. Amministrazione e contrattazione collettiva nella legislazione recente
Riv. it. dir. lav., an. 6 (1987), fasc. 2, pt. 1, pag. 226-291
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D7; D77; D14255; D312209; F3212
L' A. rileva che la presenza dei pubblici poteri nella gestione di vicende rilevanti dei rapporti di lavoro e' in crescita. La tendenza viene messa in relazione con un mutamento di prospettiva della legislazione del lavoro piu' recente, il cui asse si va spostando verso il mercato del lavoro. L' A. osserva che le tendenze in atto presentano notevole ambivalenza, poiche' i modelli, anche innovativi, di regolazione che si affacciano sono condizionati dalla burocratizzazione e, all' opposto, dall' eccessiva discrezionalita' delle amministrazioni interessate; mentre il coinvolgimento dei sindacati nei procedimenti e nei collegi amministrativi, per le modalita' con cui avviene produce rischi di microcorporativismo e di logoramento della rappresentativita' dei sindacati sociali. Rilevato che il mercato del lavoro e' destinato negli anni futuri ad essere il principale banco di prova della capacita' di intervento dello Stato nelle relazioni di lavoro, l' A. si propone di ripercorrere criticamente i rapporti tra pubblici poteri e sistema sindacale nelle due aree a piu' intenso sviluppo legislativo degli ultimi anni. La prima e' quella degli interventi a favore di settori o aziende in crisi (leggi speciali di settore: gestioni pubbliche conservative di imprese in dissesto; dichiarazione di crisi aziendale). L' A. indica nella settorializzazione delle tutele e nell' eccessiva discrezionalita' dei pubblici poteri la ragione di un coinvolgimento subalterno dei sindacati, con effetti di "colonizzazione" dell' autonomia collettiva. La seconda area e' quella di forme flessibili di impiego della manodopera, nella quale la nascita di una moderna ammi 2nistrazione del mercato del lavoro "secondario" e' resa incerta dalla gestione o burocratica o spartitoria di modelli di intervento pubblico in alcuni casi di notevole interesse. Vengono ricostruite tre principali tipologie di intervento (regimi di autorizzazione, regimi di contingentamento dell' occupazione flessibile, forme di amministrazione per moduli convenzionali) delle quali si mettono in luce le disfunzioni dovute a burocratizzazione delle strutture, attribuzione di funzioni tecniche a collegi e sovraccarico regolativo della contrattazione collettiva. L' A. conclude che senza una amministrazione deburocratizzata e capace di offrire servizi alle parti sociali l' incremento della presenza dei pubblici poteri rischia di avere effetti involutivi sul sistema sindacale.
Ist. per la documentazione giuridica - Firenze



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