| Il problema del ruolo della donna nella Chiesa non puo' essere
ridotto a quello dell' accesso delle donne al sacerdozio
ministeriale. Deve innanzitutto essere visto alla luce del Vangelo:
l' intenzione di Cristo nei suoi rapporti con le donne e' di decisiva
importanza, svelando, come essa fa, il piano divino riguardo alla
cooperazione della donna nell' opera di salvezza. S. Paolo ha
stabilito il fondamentale principio di eguaglianza tra uomo e donna,
e la loro unita' in Cristo. Egli ripeteva l' atteggiamento di Gesu'
che si oppose sempre alle discriminazioni contro le donne. Gesu' non
accetto' ne' i pregiudizi della societa' ebraica ne' la condizione
inferiore imposta alle donne. Egli manifesto' apertamente la sua
stima per la donna e le conferi' una reale emancipazione. Tale
emancipazione non consiste nell' appropriarsi di tutto cio' che e'
caratteristico dell' uomo, ma nel pieno sviluppo della personalita'
della donna. Gesu' inseri' le donne nella collaborazione all' opera
di salvezza, anche in una maniera diversa da quella in cui i
discepoli uomini erano chiamati a contribuire ad essa. La
collaborazione femminile, il primo modello della quale si ritrova in
Maria, non e' contrassegnata da alcuna inferiorita'. Gesu' diede
priorita' alla donna anche in materia di fede. Egli non specifico'
quali attivita' avrebbero caratterizzato la missione della donna;
queste appartengono piu' all' ordine carismatico che a quello
istituzionale, mentre comportano cooperazione col ministero
sacerdotale. E' parte della responsabilita' della donna dividere il
proprio orientamento per le sue diverse attivita' in maniera da
contribuire particolarmente alla qualita' della vita ecclesiale.
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