| Sviluppando la dottrina cattolica sull' identita' sacerdotale di ogni
cristiano, il Vaticano II spiega non soltanto la differenza
essenziale ma anche l' essenziale interrelazione tra i due modi,
comune e ministeriale, di partecipazione al sacerdozio unico del
Cristo. Pur riconoscendo la differenza essenziale tra questi due tipi
di sacerdozio cristiano, l' articolo vuole mostrare come essi siano
"ordinati l' uno all' altro" (LG, 10). Questa interrelazione e'
accentuata a piu' fini: per impedire un' accentuazione esagerata
dell' uno o dell' altro modo; per chiarire la natura e la funzione
irriducibile dei due modelli alla luce della loro missione e fine
concertati; e per offrire alla critica moderna una presentazione
credibile dell' unita' nella diversita' del ministero cristiano. Si
chiarisce la relazione mutua tra sacerdotium commune e sacerdotium
ministeriale distinguendo quattro vie di accesso complementari della
dottrina che nei testi conciliari si trovano intrecciate: quella
ontologica, quella esistenziale, quella pratica e sociale, e quella
escatologica. In tal modo, come il corpo e il nucleo di una cellula
vivente organicamente uniti pur rimanendo onticamente diversi,
cristiani battezzati e ordinati appaiono nella loro mutua relazione
in quanto (1) partecipi dell' essere del Cristo sacerdote e
mediatore, (2) testimoni della comunione nell' amore del Cristo
sacerdote e fratello, (3) promotori della giustizia del Cristo
sacerdote e liberatore, e (4) iniziatori del regno di Dio sacerdote e
messia. Nell' esame di ciascuna via di approccio, il modo comune del
sacerdozio e' individuato come rappresentante la presenza immanente
del Cristo in tutti i suoi membri, mentre il modo ministeriale e'
considerato come rappresentante il Cristo in quanto testa
trascendentale del suo corpo ecclesiale. Cosi', dunque, le due forme
del ministero cristiano offrono al mondo un segno contemporaneamente
differenziato e armonizzato dell' essere e dell' azione sacerdotale
del Cristo come mediatore e fratello, come liberatore e agente
trasformatore dell' umanita'. Le vie di avvicinamento complementari
messe in opera dal Concilio per coordinare le espressioni comune e
ministeriale del sacerdozio cristiano servono da guida alla teologia
in vista di una presentazione della dottrina nei suoi diversi
aspetti; esse aiutano a fondarla sull' identita' del Cristo e su
quella della Chiesa, "realta' una e complessa" (LG, 8); indicano come
le forme del sacerdozio cristiano permettono che siano risolte, nel
contesto della loro interdipendenza, le tensioni umane che
naturalmente inclinerebbero ciascuna verso l' indipendenza.
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