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169432
IDG870300155
87.03.00155 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Rosato Philip J.
Priesthood of the baptized and priesthood of the ordained. Complementary approaches to their interrelation
(Sacerdozio dei battezzati e sacerdozio degli ordinati. Approcci complementari alla loro interrelazione)
Gregorianum, vol. 68, (1987), fasc. 1-2, pag. 215-266
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D9229; D9223
Sviluppando la dottrina cattolica sull' identita' sacerdotale di ogni cristiano, il Vaticano II spiega non soltanto la differenza essenziale ma anche l' essenziale interrelazione tra i due modi, comune e ministeriale, di partecipazione al sacerdozio unico del Cristo. Pur riconoscendo la differenza essenziale tra questi due tipi di sacerdozio cristiano, l' articolo vuole mostrare come essi siano "ordinati l' uno all' altro" (LG, 10). Questa interrelazione e' accentuata a piu' fini: per impedire un' accentuazione esagerata dell' uno o dell' altro modo; per chiarire la natura e la funzione irriducibile dei due modelli alla luce della loro missione e fine concertati; e per offrire alla critica moderna una presentazione credibile dell' unita' nella diversita' del ministero cristiano. Si chiarisce la relazione mutua tra sacerdotium commune e sacerdotium ministeriale distinguendo quattro vie di accesso complementari della dottrina che nei testi conciliari si trovano intrecciate: quella ontologica, quella esistenziale, quella pratica e sociale, e quella escatologica. In tal modo, come il corpo e il nucleo di una cellula vivente organicamente uniti pur rimanendo onticamente diversi, cristiani battezzati e ordinati appaiono nella loro mutua relazione in quanto (1) partecipi dell' essere del Cristo sacerdote e mediatore, (2) testimoni della comunione nell' amore del Cristo sacerdote e fratello, (3) promotori della giustizia del Cristo sacerdote e liberatore, e (4) iniziatori del regno di Dio sacerdote e messia. Nell' esame di ciascuna via di approccio, il modo comune del sacerdozio e' individuato come rappresentante la presenza immanente del Cristo in tutti i suoi membri, mentre il modo ministeriale e' considerato come rappresentante il Cristo in quanto testa trascendentale del suo corpo ecclesiale. Cosi', dunque, le due forme del ministero cristiano offrono al mondo un segno contemporaneamente differenziato e armonizzato dell' essere e dell' azione sacerdotale del Cristo come mediatore e fratello, come liberatore e agente trasformatore dell' umanita'. Le vie di avvicinamento complementari messe in opera dal Concilio per coordinare le espressioni comune e ministeriale del sacerdozio cristiano servono da guida alla teologia in vista di una presentazione della dottrina nei suoi diversi aspetti; esse aiutano a fondarla sull' identita' del Cristo e su quella della Chiesa, "realta' una e complessa" (LG, 8); indicano come le forme del sacerdozio cristiano permettono che siano risolte, nel contesto della loro interdipendenza, le tensioni umane che naturalmente inclinerebbero ciascuna verso l' indipendenza.
Ist. per la documentazione giuridica - Firenze



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