| Mentre i pionieri del movimento ecumenico, nato al di fuori della
Chiesa cattolica, sono venuti in gran parte dalle associazioni laiche
del secolo scorso, in seno alla Chiesa cattolica il movimento e'
cominciato, in modo discreto, grazie all' opera di alcuni teologi. Il
Concilio Vaticano II ha dunque trovato chierici e laici, nella grande
maggioranza, senza preparazione per l' apertura ecumenica invocata da
Giovanni XXIII. I due congressi mondiali per l' apostolato dei laici
degli anni '50 testimoniano questi fatti. Per contro, nel clima
conciliare, il terzo Congresso Mondiale, nel 1967, fu un autentico
avvenimento ecumenico, le cui conseguenze, tuttavia, si sono fatte
sentire solo con difficolta'. Nei dialoghi ufficiali degli ultimi
anni il laicato come tema ecumenico e' rimasto il piu' delle volte
marginale, se non assente. Pertanto, da un lato i grandi temi
teologici concernenti tutti i membri della Chiesa, e, dall' altro, il
cammino verso l' unita', passano attraverso il mondo, dove l'
esperienza e la testimonianza dei laici possono essere decisivi in
molti settori. Si tratta, peraltro, non dei soli laici
individualmente, ma anche della "Comunita' delle Donne e degli
Uomini", secondo una formula del Consiglio Ecumenico delle Chiese.
Dopo gli anni '60 la ricerca di una migliore partecipazione delle
donne, in particolare, alla vita della Chiesa e della societa' e'
divenuta un campo importante di collaborazione ecumenica. Si puo'
infine vedere una promessa per l' avvenire nella priorita' data da
qualche tempo all' ecumenismo sul piano della Chiesa locale e alla
formazione ecumenica di tutti i membri del popolo di Dio.
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