| L' A., descrive il quadro istituzionale dell' antico Israele al tempo
della monarchia (re, saggio, sacerdote, profeta), ritenendo che non
sia corretto rimanere fermi alla bipolarita' ordine sacro-laico a
proposito del popolo di Dio, ma insieme con la Lumen gentium e'
necessario presentare i tre poli maggiori della regalita', del
sacerdozio e della profezia. In quest' ambito non e' utile
identificare immediatamente la funzione semplicemente con la persona,
ne' attribuire a tutti la totalita' delle funzioni. Egli passa poi a
esaminare il quadro istituzionale d' Israele dopo l' esilio,
affermando, circa l' opposizione clero-laico, che, se il sacerdote di
Cristo significa propriamente il riferimento all' assoluto della vita
eterna, al laico spetta propriamente di significare il valore
spirituale della vita umana che e' storia di salvezza.
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