| In condizione di democrazia il potere di un leader puo' essere un
correttivo nei confronti degli abusi delle oligarchie, della
partitocrazia, dei "politici di professione". Oggi, a causa della
crisi dei partiti, questa tendenza sta prendendo piede in diversi
paesi dell' Europa occidentale. Essenziale, se questo processo di
personalizzazione del potere si affermera', e' il rispetto assoluto
delle procedure democratiche, e quindi la revocabilita', in libere
elezioni, del leader che per inadempienza sia venuto meno alla
fiducia che gli era stata prestata. Alcune proposte teoriche partendo
da Ostrogorski, Weber e Michels. Nella "democrazia senza un leader",
diceva Weber, gli uomini che governano non sono scelti dal popolo e
spesso sono ben diversi da quelli che l' elettorato vorrebbe alla
guida del paese, sono soltanto l' espressione di una classe politica
che ha forti tratti oligarchici. Gli esempi piu' recenti di
personalizzazione del potere compatibli con la democrazia: i casi di
Roosevelt e Churchill, il fenomeno De Gaulle, i casi di De Gasperi e
Adenauer, e piu' recentemente di Mitterand, Papandreu, Gonzalez,
Craxi. La presidenza americana. Le cause che spingono alla
"democrazia con un leader": la crisi dei partiti, ancora fondati
sulle differenze e divisioni sociali degli anni '20 mentre il mondo
e' cambiato, e la crescente rivolta dei cittadini contro le loro
oligarchie inette e corrotte.
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