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169794
IDG870400226
87.04.00226 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Solivetti Luigi M.
La criminalita' di impresa: alcuni commenti sul problema delle cause
Soc. dir., an. 14 (1987), fasc. 1, pag. 41-77
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D516; D538; D537; D59
Gli studi sulla criminalita' di impresa e in generale su quella c.d. del "colletto bianco" si sono concentrati soprattutto sul problema della rilevanza del fenomeno a paragone della criminalita' c.d. comune, e sul problema del rafforzamento delle sanzioni penali per combatterlo. Al contrario, l' analisi delle cause della criminalita' di impresa non ha avuto abbastanza attenzione, sebbene, fra le altre cose, il problema della eziologia della criminalita' di impresa costituisca una seria sfida alle teorie "tradizionali" che collegano il crimine a condizioni psicopatologiche degli autori e a caratteristiche socio-culturali delle classi inferiori. Inoltre costituisce una eccellente opportunita' per l' esame di processi socio-giuridici che sono dipendenti da caratteristiche generali della struttura sociale. Questo saggio vuole offrire un' indagine storica dell' evoluzione degli approcci eziologici alla criminalita' di impresa; analizza, poi, piu' dettagliatamente, le piu' importanti ipotesi attuali sul fenomeno. Viene condotto anche un esame del problema della divergenza fra mete e opportunita' nel mondo dell' impresa; sulla cultura dei valori e modelli devianti nella subcultura di impresa; sulla pressione esercitata dalla stessa struttura organizzativa verso comportamenti criminali; sulla inefficacia delle sanzioni penali e sociali al contenimento di questo tipo di criminalita'. Di fronte alla possibile inadeguatezza di questi interventi, l' A. sostiene l' ipotesi che il fenomeno potrebbe essere compreso meglio attraverso il riferimento alla duplicita' del ruolo rivestito dall' autore di reati di impresa (quello cioe' di autore del reato di impresa, all' interno, pero', del ruolo piu' ampio di "buon cittadino" che si conforma alla legge), e alla duplicita' del "set" normativo che lo riguarda (egli viola, cioe', norme tecniche che sanzionano i "mala quia prohibita", ma che appaiono in opposizione alle norme convenzionali che si riferiscono direttamente ai valori di base della solidarieta' sociale che egli, invece, ritiene di rispettare).
Centro diretto da G. Taddei Elmi - IDG Firenze



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