| Negli USA i partiti politici sono prevalentemente "macchine"
elettorali". Il loro compito e' quello di selezionare un gruppo
politico cui attribuire le cariche pubbliche. Una volta scelti,
pero', gli eletti godono di autonomi poteri decisionali. In Europa,
invece, i partiti hanno un ruolo permanente oltre a quel lo
descritto, dal momento che essi prendono decisioni politiche che poi
impongono ai titolari delle cariche pubbliche eletti nelle liste del
partito. Percio' i partiti politici sono il "moderno principe" che
prende le supreme decisioni politiche in tutti i campi della vita
pubblica, sia nazionale, sia locale. Tuttavia, in termini giuridici,
questo "moderno principe" non e' altro che un' associazione privata
tra cittadini. E' un soggetto politico privato che, all' interno dei
propri organi associativi privati forma quelle decisioni politiche
che il sovrano del passato (il monarca assoluto) formava nella
propria mente. Il vincolo di partito implica il dovere per tutti i
membri di seguire le decisioni prese dai piu' alti organi decisionali
interni. Cio' puo', e spesso accade, implicare una netta autonomia
fra i valori propri del partito politico e quelli che sono posti a
base del sistema della democrazia rappresentativa. Puo' il vincolo
politico di partito coesistere con la liberta' di voto e puo' l'
accentramento del processo decisionale funzionare assieme con la
separazione dei poteri e con le autonomie territoriali locali? Questa
contraddizione viene superata da un doppio sistema giuridico: diritto
pubblico e privato entro il quale il partito politico ha scelto di
operare. Da questo punto di vista il partito, "moderno principe",
richiede organizzazione e ha bisogno di prendere decisioni secondo il
diritto privato, attraverso la disciplina interna e l' accentramento
decisionale, valori che appartengono solo alla disciplina giuridica
delle associazioni private.
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