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| IDG890900049 | |
| 89.09.00049 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Cataldo Andrea
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| Linee politico-criminali ed imputazione oggettiva nel delitto colposo
d' evento
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| Riv. it. dir. proc. pen., an. 30 (1987), fasc. 4, pag. 881-923
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D59; F4252
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| (Sommario: La conflittualita' ricorrente tra essere e dover-essere
nella storia del pensiero penalistico europeo: il naturalismo; il
neo-razionalismo; l' intervallo del periodo nazista ed il finalismo;
il funzionalismo. La ricostruzione del rapporto
causalita'-imputazione oggettiva nelle varie epoche storiche. In
margine: l' influsso delle ultime acquisizioni scientifiche sul
principio di causalita'. Prime conclusioni: la "collocazione" dell'
imputazione oggettiva e la sua chiave di interpretazione. I pericoli
da evitare. La necessita' di un sistema a struttura "elastica". Il
rapporto diritto penale-politica criminale: dal pensiero di v.
Liszt... al programma di Claus Roxin. La crisi della politica
criminale ed il suo compito attuale. L' importanza del dato empirico
ed i limiti invalicabili della politica criminale. La dimensione
politico-criminale dell' imputazione oggettiva alla luce di alcuni
casi controversi: la limitata rilevanza dei decorsi alternativi
ipotetici nel delitto colposo d' evento; le ipotesi di c.d.
"diminuzione del rischio". L' analisi del concetto di imputazione
oggettiva: la soluzione del "comportamento alternativo ipotetico"
secondo la teoria dell' aumento del rischio. Alcune precisazioni in
tema di "Risikoerhohung-slehre": il "quantum" di aumento del rischio;
l' accertamento "ex post" dell' effettivo pericolo; la presunta
trasformazione dei delitti colposi d' evento in delitti di pericolo:
le ragioni di un equivoco; insicura inevitabilita' dell' evento e
principio "in dubio pro reo". Lo scopo di protezione della norma:
parametri di identificazione; la prevedibilita'; conseguenze
concernenti la sistematica del reato: la sconfessione del carattere
autonomo dell' adeguatezza; la dominabilita' come riflesso dell'
autodeterminazione altrui. La soluzione di alcuni casi "scomodi"
tramite lo scopo di protezione: i c.d. "danni secondari"; il
comportamento illecito del terzo o della vittima; il "consenso" della
vittima e le ripercussioni sullo scopo di protezione; il
comportamento colposo del terzo o della vittima ed i limiti del
principio di affidamento; i c.d.)
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| Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze
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