| Scopo di questo articolo e' un' analisi del recente processo di
riforma (1968-1988) che ha cambiato il sistema statunitense di scelta
dei candidati presidenziali. L' analisi e' fatta partendo da un punto
di vista fondamentale: il cambiamento del sistema di selezione e' un
esempio di cambiamento istituzionale (uno dei pochi, davvero, nelle
societa' democratiche). Prima di procedere nell' analisi sono
opportune tre precisazioni. La prima riguarda l' evoluzione storica
del sistema di selezione. La seconda, relativa ai processi di
cambiamento politico (rifacendosi ad una tradizione politica, in
particolare novecentesca) che ha sottolineato le forze che hanno
portato al recente cambiamento di quel sistema. La terza precisazione
riguarda le caratteristiche specifiche del cambiamento, sia del
sistema di selezione che del finanziamento della campagna elettorale.
Dopo aver fatto queste precisazioni, nel saggio si esaminano le
conseguenze del processo di riforma, sia a livello di organizzazione
di partito sia del partito al Governo. A questo riguardo, si
conclude: cio' che caratterizza il processo di riforma e' il suo alto
grado di imprevedibilita' e di contraddizione. Quel processo non ha
prodotto conseguenze lineari, per esempio pro o contro i partiti.
Naturalmente, ci sono stati molti effetti involontari, ma la tendenza
generale e' stata quella della confusione. Perche' cio' e' accaduto?
Nel saggio si discute su questo punto: la riforma, che probabilmente
fu necessaria, e' stata effettuata sulla base di un' inadeguata
teoria politica. Il limite era nell' approccio comportamentale alle
istituzioni politiche adottato dai riformatori. Dobbiamo adottare un
approccio alternativo (e affidabile) per il cambiamento istituzionale
| |