| 178212 | |
| IDG890905670 | |
| 89.09.05670 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
| |
| Ciaurro Luigi
| |
| Uso della qualifica di "senatore" da parte di non rieletti
| |
| | |
| | |
| | |
| | |
| Nota a Pret. Agordo 28 luglio 1987
| |
| Giur. merito, an. 20 (1988), fasc. 6, pt. 2, pag. 1081-1088
| |
| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
| |
| D51533
| |
| | |
| | |
| | |
| | |
| La sentenza commentata -con la quale e' stato condannato, per
violazione dell' art. 498 c.p., un senatore non rieletto per aver
fatto uso della qualifica di senatore- non appare del tutto
convincente. L' art. 498 c.p. si configura come una norma penale in
bianco: quindi, per la disciplina dell' uso della qualifica di
senatore -in assenza di specifiche norme scritte- si dovra' far
riferimento alle consuetudini ed agli usi vigenti in Parlamento, in
base ai quali e' di norma rivolgersi all' ex-senatore con la
qualifica di "senatore". Si tratta non di una consuetudine
abrogatrice o di desuetudine (che non potrebbero avere efficacia
scrimiante), bensi' di una consuetudine che regola una materia
altrimenti non disciplinata dal diritto scritto. Inoltre, potra'
farsi riferimento all' art. 1 del regolamento del Senato, all'
emersione di uno specifico "status dell' ex-parlamentare", all' art.
51 c.p., nonche' alla mancanza di dolo specifico (la volonta' di
ingannare la fede altrui), per ritenere nella fattispecie concreta l'
insussistenza del reato affermato nella sentenza.
| |
| art. 60 Cost.
art. 498 c.p.
art. 51 c.p.
| |
| Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze
| |