| Ricercando il fondamento dei diritti umani, l' A. inizia confutando
le tesi di coloro che li vedono come semplice elemento del sistema
-questo e' il caso di Niklas Luhmann- e coloro che li vedono, come
nella tradizione razionalista, un semplice riflesso della ragione
astratta dell' uomo. I diritti umani si trovano al punto di incontro
della legge e della morale e il loro significato puo' essere compreso
analizzando il movimento storico attraverso cui essi sono stati
percepiti, sostenuti e accettati nei sistemi di diritto positivo:
essendo quest' ultimo un elemento cruciale, poiche' e' fuorviante
parlare di "diritti" relativamente a rivendicazioni ancora non
riconosciute, senza un valido fondamento. E' specificatamente nel
mondo moderno, a partire dal XVI secolo, che questa analisi dovrebbe
essere condotta. L' idea fondamentale che e' sempre stata alla base
del movimento dei diritti umani e' certamente quella della liberta'.
Dovremmo distinguere, tuttavia, fra liberta' di scelta, liberta'
morale e, infine, liberta' politica, sociale e legale. Separare la
liberta' di scelta dalla liberta' morale e' estremamente rischioso.
Se prevale la prima, il risultato e' lo scetticismo e, alla fine, l'
anarchia anomica; se prevale la seconda, il risultato potrebbe essere
il totalitarismo. Solamente l' unione fra le due porta con se' la
terza forma di liberta', nella sfera politica, sociale e legale.
Tenendo questo in particolare considerazione, l' A. distingue fra un
modello liberale, socialista e democratico di liberta'. Il movimento
dei diritti umani e' un' integrazione di questi tre modelli. Esso
postula quell' emancipazione attraverso la quale la condizione umana
sara' pienamente espressa.
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