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181433
IDG890908938
89.09.08938 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Buzzi Fabio
Sulla valutazione dell' ipoacusia da rumore industriale in ambito penale
Riv. it. med. leg., an. 11 (1989), fasc. 2, pt. 2, pag. 557-589
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D58; D51850; D777; D701; D18804
Vengono preliminarmente richiamate, anche a mente della giurisprudenza di Cassazione e della piu' recente dottrina medico-legale, le sostanziali difformita' di presupposti concettuali che devono informare la valutazione delle ipoacusie da rumore industriale in ambito penale, rispetto a quelli -oltre tutto ancora mal definiti- che sono correntemente impiegati in ambito assicurativo sociale. Poiche' la rigorosa tutela penalistica dell' incolumita' psico-fisica impone necessariamente l' applicazione di una criteriologia valutativa estremamente attenta ad ogni sua apprezzabile modificazione peggiorativa, atteso che i comuni metodi di quantificazione percentuale dei deficit uditivi sono condizionati da molteplici variabili largamente discrezionali e per molti versi arbitrarie, ma -soprattutto- da predominanti finalita' di ordine assicurativo, basate sul parametro della capacita' lavorativa, si reputa convenientemente applicabile in ambito penale il metodo Merluzzi, specificamente impostato per classificare il mero deficit uditivo di natura professionale, a prescindere dalle sue ripercussioni sulla capacita' lavorativa. Da ultimo, viene presentata una rassegna casistica esemplificativa dei risultati valutativi ottenibili con tale metodo in soggetti esposti a rumore industriale ed esaminati in ambito peritale con riferimento all' art. 590 c.p.
art. 590 c.p.
Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze



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