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Documento


181676
IDG891509181
89.15.09181 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Scovazzi Tullio
L' incidente di Seveso e il "velo" delle societa' transnazionali
, an. 3 (1988), fasc. 2, pag. 277-285
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D1810; D18801
L' A. affronta il "caso Seveso" soffermandosi in particolar modo sul problema del "velo" delle societa' transnazionali, cioe' di quell' impedimento di ordine giuridico in base al quale la societa' madre puo' anche non rispondere delle attivita' dannose poste in essere dalle filiali. Esamina le vicende che seguirono all' incidente di Seveso rilevando, peraltro, la presenza di una tipica struttura di gruppo transnazionale tra la Societa' per azioni Icmesa di Meda, dove si verifico' l' incidente, ed il gruppo diretto dalla Societa' Hoffmann La Roche di Basilea. Passa quindi a considerare le questioni relative al risarcimento dei danni, sottolineando come esse siano state risolte prevalentemente mediante transazioni e soltanto in minima parte attraverso il ricorso al giudice penale. Rileva infine che, se pure circa il problema del "velo" il caso Seveso non offre conclusioni univoche, in quanto sotto il profilo economico la societa' madre ha fatto fronte alle obbligazioni della societa' figlia e, sotto il profilo giuridico, non ha ammesso alcun tipo di responsabilita' ne' il giudice e' stato chiamato a pronunciarsi in tal senso, da esso emerge, comunque, l' affermazione del principio che chi puo' decidere delle azioni altrui deve poter rispondere anche delle conseguenze dannose che dalle stesse possono derivare.



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