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| IDG891509192 | |
| 89.15.09192 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Lettera Francesco
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| Le acque destinate al consumo umano
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| , an. 3 (1988), fasc. 3, pag. 611-630
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D13001; D871
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| L' A. sottolinea la mancanza nel nostro ordinamento di una nozione di
acqua potabile rilevando, altresi', la presenza della nozione piu'
ampia, di derivazione comunitaria, di acqua destinata al consumo
umano. Traccia le linee dell' azione comunitaria per la tutela delle
risorse idriche, richiamando le Direttive comunitarie in materia e la
normativa di recepimento delle stesse in Italia. Si sofferma a
considerare la nozione di acqua destinata al consumo umano, recepita
dal d.p.r. 236/1988 attuativo della Direttiva CEE n. 80/778,
esaminando in particolar modo i parametri per la valutazione della
qualita' dell' acqua e il procedimento di deroga ai livelli massimi
ammissibili di sostanze inidonee al consumo umano. Evidenzia,
inoltre, come la nuova disciplina preveda delle aree di salvaguardia
delle risorse idriche (zona di tutela assoluta, zona di rispetto e
zona di protezione) poste a tutela non soltanto dei corpi idrici ma
anche di tutto il bacino imbrifero che raccoglie le risorse da
proteggere. Passa quindi ad esaminare il sistema dei controlli delle
acque previsti dal d.p.r. 236 e le sanzioni penali e amministrative
in materia. Auspica infine la creazione di un testo unico o di un
codice delle acque per provvedere con chiarezza e sollecitudine ad un
serio governo delle stesse.
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| Dir. CEE 80/778
d.p.r. 24 maggio 1988, n. 236
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