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| IDG891509212 | |
| 89.15.09212 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Giampietro Pasquale
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| Il "rifiuto", la "materia seconda" e la "materia prima secondaria"
tra leggi-quadro e legislazione regionale
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| , an. 4 (1989), fasc. 2, pag. 259-293
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D18801
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| (Sommario: Peculiarita' della nozione giuridica di "rifiuto" rispetto
a quella economico-merceologica ed effetto pratico relativo alla
delimitazione dei rispettivi mercati. Gli interrogativi posti dall'
art. 2 della legge n. 475 del 1988: riconoscimento "ex post" del
concetto di "residuo produttivo" desumibile dall' art. 2 del D.P.R.
n. 915 e gia' noto al legislatore regionale (ed al mercato); ovvero
innovativita' del precetto ed implicita caducazione di quell'
esperienza, in attesa della messa a regime della nuova disciplina
relativa alle "materie prime secondarie"? Prime risposte ai quesiti
iniziali: l' art. 2 del D.P.R. n. 915 e' fondativo di una nozione
tecnica di "residuo produttivo", contestuale e distinta da quella di
"rifiuto", come tale sottratta alla disciplina di quest' ultimo.
Coesistenza originaria delle due categorie e legittimita' della
legislazione regionale e delle prassi applicative fondate sul
parametro dell' "abbandono". Le attivita' di smaltimento di cui all'
art. 1 del decreto cit. pertengono al solo "rifiuto" ovvero al
"residuo produttivo" abbandonato)
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| d.p.r. 10 settembre 1982, n. 915
l. 9 novembre 1988, n. 475
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