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| IDG890709296 | |
| 89.07.09296 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Carletti Franco
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| Gli utilizzi delle terre collettive e di uso civico
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| Comunicazione al convegno organizzato dalla Corte Suprema di
Cassazione sul tema: "Gli usi civici: realta' e prospettive", Roma,
1-2 giugno 1989
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| Nuovo dir. agr., an. 16 (1989), fasc. 3, pag. 293-299
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D9162; D1316; D18250
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| Viene ricostruita l' evoluzione della sorte delle terre collettive e
di uso civico a partire dalla legge del 1927. Il mutamento del quadro
agro-silvo-pastorale e l' usurpazione delle aree per finalita'
economico-turistiche, in pratica, hanno fatto si' che gli utilizzi
delle terre collettive siano diventati i piu' vari, secondo le
esigenze del mercato. Proprio per rimediare a cio', l' art. 3 della
l. 47/1985 prevede l' assoluta risanabilita' delle opere in contrasto
con il vincolo di inedificabilita' a norma della l. 1766/1927; e l'
art. 1 lett. h) della l. 431/1985 impone il vincolo paesaggistico
alle "aree assegnate alle Universita' agrarie e alle zone gravate da
usi civici". Tuttavia, le normative regionali e lo stesso disegno di
legge in materia di usi civici lasciano temere che la disciplina
degli utilizzi di queste terre sia ispirata ad un' ideologia
produttivistica. L' A. sostiene che le terre collettive e di uso
civico possano svolgere un ruolo consistente come riserva
territoriale da consegnare alle generazioni future il piu' possibile
immune dal mercato. A questo fine traccia le linee di una disciplina
che, pur non trascurando le nuove esigenze, non tradisca il
significato fondamentale di questi beni, in ragione della
conservazione ambientale.
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| l. 16 giugno 1927, n. 1766
art. 3 l. 28 febbraio 1985, n. 47
art. 1 lett. h l. 8 agosto 1985, n. 431
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| Ist. dir. agrario - Univ. FI
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