| Dal Risorgimento al fascismo alla presente esperienza repubblicana la
politica scolastica italiana ha cercato di elaborare archetipi di
scuola volta a volta ritenuti rispondenti alle tendenza del momento,
con analoghi programmi d' insegnamento, analoghe tipologie di
insegnanti, analoghe strutture organizzative, analoghi orari da
rispettare, analoghi titoli da rilasciare. Si e' ritenuto che l'
imposizione generalizzata di questi modelli ideali costituisse la
piu' sicura garanzia per la migliore erogazione del servizio sociale
dell' istruzione. Secondo l' A., le esigenze di una societa'
complessa e in rapido sviluppo richiedono un radicale mutamento di
rotta, che punti su una sempre piu' vasta applicazione del principio
di autonomia nella dialettica tra scuola pubblica e privata e all'
interno del comparto stesso della scuola pubblica, per la costruzione
di un sistema di scuole articolate e fortemente differenziate nella
struttura e nell' impostazione didattica, finalizzate alla formazione
di personale professionalmente adeguato per le diverse e composite
attivita' produttive, per i servizi, per la ricerca.
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