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| IDG901500819 | |
| 90.15.00819 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Silvestri Giovanni
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| Beni sopravvenuti alla dichiarazione di fallimento e conto corrente
del fallito
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| Osservazione a Cass. 21 marzo 1989, n. 1417
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| Foro it., an. 114 (1989), fasc. 4, pt. 1, pag. 1062-1066
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D31330
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| La questione esaminata riguarda la sorte dei versamenti su un conto
corrente bancario aperto, dopo la dichiarazione di fallimento, da un
fallito che abbia iniziato una nuova attivita' d' impresa. La
Cassazione ha ritenuto che i versamenti sul conto corrente
costituiscano il provento della gestione della nuova impresa e i
pagamenti eseguiti mediante assegni bancari tratti sul conto
rappresentino le passivita' sostenute dal fallito. Pertanto, il
curatore non puo' far proprio l' utile dell' impresa disconoscendo i
pagamenti operati dal fallito per conseguire quell' utile. Quindi il
curatore potra' acquisire soltanto l' utile netto costituito dalla
differenza tra attivo e passivo. L' A. aderisce alla sentenza che,
attraverso una lucida e convincente analisi degli artt. 42 e 44 l.
fall. ha ribaltato posizioni che sembravano ormai acquisite.
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| art. 42 l. fall.
art. 44 l. fall.
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