| La "teologia politica", in Marx come in Schmitt, non intende proporre
un ritorno al premoderno, ma rende consapevoli del fatto che i
concetti chiave della modernita' non sono altro che versioni
secolarizzate di entita' teologiche. Essa ha consentito a un gran
numero di critici della democrazia liberale di giocare, senza
trovarlo azzardato, con l' idea d' una dittatura redentrice. E' stato
necessario attraversare la teologia politica negativa dell'
esperienza totalitaria ed essere esposti al rischio dell'
autodistruzione per capire che la liberta' e' un' idea-valore della
modernita', un' idea di cui non si puo' in alcun modo scegliere il
contrario. Il che ha consentito di superare, se non la "teologia
politica", almeno il conservatorismo misantropico e la falsa gaiezza
redentrice.
| |