| 189246 | |
| IDG910801423 | |
| 91.08.01423 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Grasso Pietro Giuseppe
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| Laicismo di Stato e punizione del reato di bestemmia
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| Nota a C. Cost. 28 luglio 1988, n. 925
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| Giur. cost., an. 33 (1988), fasc. 7, pag. 4304-4306
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D52091
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| Con la sentenza in epigrafe la Corte Costituzionale ha respinto, come
in altri due casi precedenti, un' eccezione di legittimita'
costituzionale proposta contro l' art. 724 c.p. ove letteralmente e'
previsto e punito il reato di bestemmia "contro la rel igione dello
Stato". La Consulta seguita a proporre un' interpretazione "adeguata"
di tale precetto penale, cosi' da riconoscere punibile l' offesa non
gia' contro la religione intesa come ordine di grandezze oggettive e
trascendenti, ma contro il sentimento religioso personale degli
individui. A tanto si ricollega l' esortazione della Corte al
legislatore a modificare la fattispecie criminosa del reato di
bestemmia, in modo tale di estendere la punizione per misura uguale
anche alle offese al sentimento d' individui professanti altre
confessioni diverse dalla cattolica. L' esortazione appare rispondere
ad una visione storicamente individualistico-liberale, in armonia con
la concezione di Stato laico sancita nella Costituzione.
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| art. 724 c.p.
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