| Nella relazione introduttiva al convegno di Varenna del 1990, l' A.,
nel proporre la metodologia dei lavori, rileva come il primo criterio
da seguirsi sia quello di valutare se in concreto, per effetto della
riforma, sia migliorata la posizione dei governanti rispetto ai
governati nella nuova visione di detti rapporti da considerarsi "ex
parte populi" e non piu' "ex parte principis". L' A., quindi, prende
atto dei mutamenti verificatisi -dall' epoca della formazione del
modello statocentrico fino all' attuazione dello Stato delle
autonomie, previsto dalla Costituzione- sia relativamente al ruolo
della legge, sia relativamente alla formazione degli indirizzi
politici dell' amministrazione che non costituisce piu' monopolio
dell' autorita' centrale, per rilevare come, una volta verficatisi
quei mutamenti, sia necessario individuare nuovi criteri per
assicurare l' imparzialita' delle funzioni amministrative. A tal fine
si rileva come uno dei criteri fondamentali sia quello di individuare
il livello di governo nel quale ciascuna categoria di interessi, come
ad esempio l' ambiente, la politica del territorio, la sanita', possa
essere considerata nella sua giusta dimensione, tale da far si', che
da un lato la distribuzione dei vantaggi e degli svantaggi sia
sottratta a spinti egoistiche e clientelari e dall' altro che
particolarismi locali possano pregiudicare interessi che riguardano
l' intera collettivita'. Il consuntivo sui risultati prodotti dalla
riforma istituzionale di cui al d.p.r. 616/1977, una volta formulato
sulla base di tali criteri, deve secondo l' A. condurre
coraggiosamente ad individuare i punti in cui la riforma piu' che
migliorare abbia addirittura peggiorato le posizioni del cittadino
quale parte della comunita' e, cio', allo scopo di proporre poi tutti
i necessari correttivi nella esclusiva prospettiva del miglioramento
di quelle posizioni.
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