| La ricerca si pone l' obiettivo di evidenziare i fattori che
favoriscono l' identificazione del tossicodipendente come deviante ed
il suo coinvolgimento in un circuito di controllo e di repressione.
Fra tutti i soggetti tradotti presso la Casa Circondariale di Messina
nel biennio 88-90, sono stati esaminati quelli per i quali al momento
del loro ingresso in questo Istituto e' stata accertata una
condizione di abuso di sostanze stupefacenti. I tossicodipendenti
incarcerati sono stati 191 (incidenza sul totale degli arrestati pari
al 30,76%), per la quasi totalita' di sesso maschile, prevalentemente
giovani, celibi, con un basso livello d' istruzione ed un' attivita'
lavorativa poco qualificata e precaria. Appartenevano a famiglie
marginali dal punto di vista socio-economico e risiedevano nei
quartieri piu' degradati della periferia urbana. Si trattava inoltre
di soggetti che avevano avuto ripetute esperienze con le strutture di
controllo, o perche' istituzionalizzati in strutture assistenziali o
perche' ripetutamente arrestati, spesso sin dalla minore eta'. Per la
quasi totalita' erano stati arrestati per reati commessi in
violazione della l. 685/1975 o per reati contro il patrimonio. Si e'
trattato quasi sempre di eroinomani con un prolungato e forte
coinvolgimento con le sostanze stupefacenti. Il 63,3% degli
intervistati si era sottoposto al trattamento sostitutivo con
metadone e quasi la meta' di essi (47,6%) aveva continuato ad
assumere la droga durante il trattamento; il 17,5% aveva ripreso
entro un mese ed il 18,4% entro 6 mesi.
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